Resti Militari di ogni epoca

Torri di avvistamento, fortificazioni permanenti, strade militari, caserme blindate ed altro ancora testimoniano come l’Alto Lario rappresenti sin dall’antichità un’area strategica per il controllo dei traffici commerciali e la difesa del territorio del nord Italia.

La Frontiera Nord

Il neo-costituito Regno d’Italia (1861) sceglie l’Alto Lario come uno dei punti fondamentali per la difesa del territorio. Iniziano così le prime predisposizioni difensive della Frontiera Nord, che saranno potenziate ed estese nel corso della Grande Guerra.

Escursionismo storico-militare

Brevi passeggiate , escursioni impegnate, trekking di più giorni, la bella ascensione al Monte Legnone: tante gite che garantiscono, dalle sponde del Lago di Como all’ambiente alpino delle Orobie, panorami unici ed imperdibili in un contesto storico-culturale.
Percorrere con lentezza le valli e le montagne della Lombardia garantisce molte emozioni, come la scoperta di suggestive opere militari; si tratta di un’occasione rara per ritrovare con calma la storia e l’identità dei nostri territori attraverso l’attività all’aria aperta, muovendoci in una cornice di turismo culturale a sfondo storico.
Con il recupero dei luoghi e dei manufatti militari realizzati in epoca moderna (progetto ForTi-Linea Cadorna della Comunità Montana), paesaggio e storia si fondono ed invitano a visitare la Valvarrone e le pendici occidentali del Monte Legnone, un territorio del lecchese poco esplorato ma prezioso dal punto di vista ambientale e paesaggistico

DA NON PERDERE:

Due grandi opere fortificate coinvolte nel sistema difensivo della Frontiera Nord verso la Svizzera:
FORTE MONTECCHIO NORD, batteria corazzata tuttora munita dei suoi quattro cannoni da 149 mm
FORTE DI FUENTES, con suggestivi ruderi secenteschi
Lungo il costone occidentale del Monte Legnoncino (1.711m s.l.m) si incontrano le fortificazioni della Valvarrone: caserme, ricoveri sotterranei, appostamenti ed osservatori d’artiglieria, trincee di combattimento.
Tra le numerose opere realizzate (tornanti, muri di sottoscarpa e di controripa, viadotti e imponenti lavori di scavo in roccia) spiccano i tre ponti modulari gemelli tipo Eiffel, con struttura reticolare in acciaio chiodato a caldo: eccezionali esempi superstiti di una tecnologia recente e già scomparsa.
Suggestive antiche fortezze, utilizzate o prossime ad appostamenti del sistema difensivo italiano alla Frontiera Nord verso la Svizzera:
Castello di Vezio
Castello di  Corenno Plinio

LINEA CADORNA: UN CONFINE DA DIFENDERE

Il nemico austriaco non doveva sfondare dallo Stelvio al Tonale, ma per tutta la guerra si temette anche una sorpresa nemica dalla frontiera svizzera. Appunto per prevenire questo pericolo nacque l’OAFN (Occupazione Avanzata Frontiera Nord, o anche  “Linea Cadorna“) i cui lavori durarono dal 1916 al 1917. Oggi la traccia più consistente ed ammirevole di quei lavori è individuabile nella fitta rete di strade camionabili, mulattiere e sentieri di arroccamento spesso ottimamente conservati ed utilizzati da gitanti ed automobilisti. L’intera Valvarrone venne collegata viabilisticamente da Dervio sino a Premana mentre una tortuosa quanto lunga pista si inerpicava alla cima del Monte Legnone, per servire il piccolo campo trincerato dell’Alpe Scoggine. [...]

C’è quindi un duplice interesse (escursionistico e storico) a motivare le escursioni in questa zona: oltre a ripercorrere le tracce dei primi esploratori attratti dal fascino delle vette o, nel caso dello sci alpinismo, dalle immense distese bianche, frequentando questa zona è possibile scorgere le testimonianze della Grande Guerra.
Il tratto orobico della linea difensiva OAFN – “Linea Cadorna” presenta le tipiche caratteristiche della fortificazione campale di montagna: imprese e maestranze civili con l’ausilio di manodopera militare della Milizia Territoriale realizzarono, utilizzando la pietra locale a secco, chilometri di trincee, piccoli ricoveri scavati faticosamente in roccia, piazzole e caverne per mitragliatrici ed ampi sbarramenti di filo spinato. Dietro questa linea continua troviamo casermette, osservatori blindati, piazzole, casematte e possenti cannoniere in caverna destinate ad accogliere cannoni e obici da 75, 149 e 210 mm [...]

tratto dal testo di   ANGELO SALA   pubblicato su www.valsassinacultura.it

cadorna 2- WEB

LUIGI CADORNA

Il complesso di opere militari tra Alto Lario e Valvarrone

I Forti di Colico

I quattro Montecchi di Colico (Piona, Sud, Nord e Fuentes) per la loro posizione sono da sempre luogo strategico privilegiato per il controllo dei movimenti nell’Alto Lario. Sul Montecchio Est, i suggestivi ruderi secenteschi dell’imponente Forte di Fuentes ricordano il dominio spagnolo su Milano e la Lombardia. Più a ovest, Forte Montecchio Nord, con la batteria corazzata tuttora munita dei suoi quattro cannoni da 149 mm, è l’opera difensiva moderna  più imponente dell’Alto Lario e la fortezza della Grande Guerra meglio conservata in Europa.

Difese sul Monte Legnoncino

L’erto costone occidentale del Monte Legnoncino (1.711m s.l.m.), per lo più roccioso, gettandosi nel lago di Como in corrispondenza dell’abitato di Corenno Plinio, forma uno sbarramento naturale alla penetrazione dell’Alto Lario in direzione di Lecco. Qui si incontrano le fortificazioni della Valvarrone: caserme, ricoveri sotterranei, appostamenti ed osservatori d’artiglieria, trincee di combattimento; molte di queste opere sono protette da massicci terrapieni o da blindamenti in calcestruzzo, oppure realizzate in caverna.

Strade militari in Valvarrone

Prima del Novecento la Valvarrone era percorsa soltanto da difficili tratturi. E’ nel decennio immediatamente precedente la Grande Guerra che i numerosi nuclei abitati furono collegati in modo stabile e razionale, presentando numerose opere d’arte: tornanti, muri di sottoscarpa e di controripa, tombini, canalizzazioni, viadotti e imponenti lavori di scavo in roccia; tra queste spiccano i tre ponti modulari gemelli tipo Eiffel, con struttura reticolare in acciaio chiodato a caldo: eccezionali esempi superstiti di una tecnologia recente e già scomparsa.

Appostamenti in antichi Castelli

Nei giardini del Castello di Vezio sono presenti dei sotterranei: si tratta di un appostamento del sistema difensivo italiano alla Frontiera Nord verso la Svizzera che avrebbe dovuto contrastare un eventuale tentativo di invasione tedesca dalla conca di Menaggio.
Dalle rocce sovrastanti il Castello di Corenno Plinio si snodavano trincee seguendo la linea di cresta, interessando Vestreno (località Bacino), Locotocco, Sommafiume, Roccolo Artesso e Roccoli Lorla. Sulla cima del Monte Legnoncino era stato ricavato un osservatorio in caverna.